04 mar 2012

I comizi sono in TV - Il Teatro degli Orrori @ Latte + 03.03.2012


Diciamocelo: Il Teatro Degli Orrori è Giulio Ragno Favero. Si sente il suo ritorno nei live e si sente la sua influenza all'interno di tutti i brani recitati da Pierpaolo Capovilla. E' uno dei pochi gruppi dove la portanza dei brani è saldamente strutturata su giri bi basso nevrotici e potenti: quando il basso si ferma per lasciare spazio agli altri strumenti, si sente che il suono si svuota e viene a mancare qualcosa di importante. Completano l'opera la chitarra di Gionata Mirai (per la quale impazzisco, il suo suono mi piace molto) e la batteria sempre nervosa di Francesco Valente. Durante il concerto c'erano altri 2 personaggi sul palco, che sono riuscito ad intravedere: immagino chitarra e tastiera di supporto.
Il concerto è stato strutturato completamente sui brani del nuovo album (del quale non avevo sentito nemmeno una canzone). La prima impressione è stata di trovarsi di fronte ad un gruppo meno grezzo, che ha scelto la strada della semplicità e della comunicazione per cercare di far arrivare prima i testi, diventati inevitabilmente più impegnati, al pubblico. L'inizio presentava la voce di Capovilla altissima, con un reverbero fastidioso alla new wave, e gli strumenti ad un livello inferiore: questo mi ha deluso un poco, abituato al Teatro con dei volumi al limite della sopportazione. Ho visto poi un Capovilla borioso e ancora più pieno di sè, complice un pubblico che idolatra il nuovo messia della musica rock, tanto che si concede ai suoi adepti con uno stage diving e tiene comizi sulle ingiustizie della vita, litigando ad un certo punto con qualcuno del pubblico che tenta di ribattere. Ma tutto questo non mi interessa, per cui sorvolo, anche perchè io sono andato al concerto per sentire musica e testi, in definitiva "canzoni" (condividendo o meno quanto espresso nei testi) e non comizi. Verso la fine (e quando finalmente si sono concessi alcuni brani dei due album passati) gli strumenti si sono inevitabilmente alzati, e la voce è stata mascherata dalla classica violenza che identifica il Teatro! Finalmente! Musicalmente fantastici, i testi e la voce criticabile, ma nonostante tutto nel complesso piacevoli.
Ultima e immancabile polemica: il latte + è piccolo per concerti di questo tipo, e si stava proprio male all'interno, in un caldo asfissiante e come bestiame schiacciato: basterebbe dotare il locale di un adeguato impianto di ricambio dell'aria, in modo da rinnovare con dell'ossigeno i poveri spettatori costretti ad una tortura che per il costo del biglietto non meritano di sopportare.