23 feb 2013

52molesweekproject: 6/52 - Kurt


20 Feb '13
Oggi è il compleanno di Kurt. Nel 1967 nasceva e come ogni anno sono qui a ricordarlo. E' giusto che si ricordi, che si santifichi un tale egoista che ha avuto la fortuna / sfortuna di essere nel posto giusto al momento giusto?
Forse no.
Cobain era un coglione, e ha pensato bene di togliersi la vita per non affrontare le difficoltà quotidiane. Probabilmente se non si fosse tolto la vita io non avrei mai cominciato a suonare e per questo ringrazio il suo gesto estremo.
Sarà stato pure un coglione ma di belle canzoni le ha fatte, eccome.
Purtroppo io non sono così bravo. Forse perchè non ho passato tutto quello che si crede abbia passato lui. Come dice il Cek, non si può fare gli alternativi con i problemi esistenziali con la bella macchina parcheggiata sotto casa...per dare un vero peso a ciò che si compone bisogna esserci dentro.
(...omissis...)

16 feb 2013

52molesweekproject: 5/52 - Lamento


14 feb '13
Si dice sia molto difficile andare avanti.
Riprendo.
Sento un sacco di gente che si lamenta della società attuale, divendo che la vita è difficile, che lavorare è dura e che tutto è un problema.
Lasciando perdere i casi estremi, di gente che ha perso il lavoro e che ora fa fatica a trovarlo...voglio parlare di quella gente che a priori si lamenta: un problema è tanto più grande quanto lo vogliamo far sembrare. Alle volte mi lamento anche io. Forse ingiustamente. Tanto tutto prima o poi si sistema.
Questo è il mio motto.
(...omissis...)

Mi scuso per la confusione dei pensieri, ma tentavo di scrivere con Vendola e Casini che litigavano in televisione.


13 feb 2013

Passeggiate al lago

Viviamo veramente in un bel posto!
Pochi passi e siamo immersi nella campagna, pochi chilometri e ci possiamo permettere una passeggiata in riva al lago, alcuni chilometri e le montagne sono lì, che ci aspettano.
Mi viene in mente tutto ciò mentre rivedo le foto delle vacanze di capodanno e delle passeggiate fatte durante le feste. In particolare mi ricordo questa giornata di sole, dove abbiamo optato per una bella passeggiata nel parco della Rocca di Manerba sul Lago di Garda.
Le prime, più scure ma con un non sò che di mistico, sono state scattate con la Civica e non mi ricordo quale rullino.













Le seconde sono state scattate con La Sardina. Mi piace un sacco la seconda foto, in doppia esposizione con due soli. Un grazie al soggetto sconosciuto della quarta foto.






Come sempre l'album e il lomowall sul sito di lomography.

10 feb 2013

Recensioni Musicali: Surak-Ambient e Radiohead


Ascoltando Surak. La prima parola che mi viene in mente non appena inizia la prima traccia di Space Invader è: Radiohead. Space Invader è l'album di Surak ascoltabile sulla pagina Bandcamp della Band.
Nel frattempo apro il primo video Confessions of an ordinary mind e la mia supposizione viene purtroppo confermata: parte un elementare pianoforte in minore (quindi triste) un pò dissonante e ripetitivo immerso in un ambient fatto da echi e riverberi. Sopra tutto una voce, monotonale che recita un discorso in inglese. In questo modo il brano mi risulta già sentito ed è facile trovare una somiglianza con Fitter Happier dei Radiohead.
Continuo con l'album.
La struttura dei pezzi è molto simile: presenza di un giro, un riff o un suono più o meno continuativo (un pianoforte, un'eco, un riverbero, ecc) e altri strumenti da ambiente che ruotano intorno. La presenza di qualche suono conosciuto ricattura la mia attenzione: ad esempio in Cube è presente un rullante in cross stick che guarda caso è molto simile al suono di rullante di Teardrop dei Massive Attack. Il pianoforte è sempre molto presente, con giri semplici ma non necessariamente banali. I pezzi cominciano e se ne vanno come sono giunti, raramente mi lasciano in testa un qualcosa di più che un ricordo di qualcosa di già sentito. In A comet is born arriva inaspettata una chitarra e subito una tastiera che gioca con gli inviluppi musicali creando un bellissimo effetto "rincorsa". Poi le percussioni, che ovviamente mi ricordano le percussioni sovrapposte di Videotape dei Radiohead. Lunghe code e chili di riverberi alla Sigur Ros in Moon Landing. E così l'album prosegue.
Navigando in internet si scopre che il progetto Surak nasce nel 2012 per mano di Danilo Fittipaldi. Il disco, uscito nel giugno 2012 è totalmente autoprodotto. Il progetto viene definito ambient, space rock, elettronico e posto-rock. Quest'ultima non la trovo particolarmente azzeccata. Surak è facilmente rintracciabile in internet, nei principali social network e siti dedicati alla musica indipendente, con delle pagine sempre ben curate e semplici, lasciando poco spazio a ciò che c'è intorno e concentrando tutto il possibile sulla musica. Anche i video che si trovano su Youtube sono ben curati e pensati, il che fa ben pensare che di lavoro alle spalle ce né tanto, tanto sulle immagini come su i suoni. I suoni scelti sono molto belli, traspare la capacità musicale, la scelta di sonorità adatte per far sì che l'insieme suoni bene. Si sente la carenza di una voce che possa completare ciò che resta in sospeso. Personalmente sono un amante del genere ambient e trip-hop: gruppi come Radiohead, Portishead e Sigur Ros puntano comunque molto sulla voce o addirittura sulla capacità comunicativa di un buon testo. In Surak tutto questo manca.
Ciò che mi lascia perplesso è la troppa somiglianza con qualcosa di già sentito, la poca originalità: se devo ascoltarmi qualcosa che suona come i Radiohead o come i Sigur Ros mi ascolto gli originali.
Una buona base comunque è presente, che da comunque buonissime speranze per un secondo album magari arricchito di qualcosa di personale e nuovo.

09 feb 2013

52molesweekproject: 4/52 - il web


17 gen '13
Leggendo tanti post di altri blogger come sto tentando di diventare (anche inutilmente) si scopre che c'è un sacco di gente che fa le cose più disparate e impensabili. Con il termine "cose" intendo lavori ovviamente...c'è chi fotografa, chi illustra libri per bambini, chi studia all'estero e chi scrive e pubblica libri...come li chiamiamo? precari?
Sembrano felici questi precari. O forse è solo la felicità trasmessa via web che sembra più di quello che veramente è.
La realtà falsata del web.

03 feb 2013

Recensioni Musicali: Esedra - Strumentale e Multiartistico



E' con enorme piacere che inauguro una nuova rubrica: Recensioni Musicali. L'intenzione è quella di pubblicare con una certa regolarità recensioni di album/EP e band emergenti o poco conosciute. Vedrò di dividere il carico con i miei Kerosoci (ossia i membri dei Keronoise). Chiunque fosse interessato a ricevere una recensione spassionata per il proprio demo autoprodotto o per il proprio album può contattarmi su blogger oppure mandando una mail a machkey81(at)yahoo.it.

La prima band proposta arriva da terra sicula e precisamente da Catania: ESEDRA. La band nasce nel 2005, per mano di 3 musicisti molto talentuosi, a giudicare da quello che ho in cuffia mentre scrivo, e non più ragazzini, viste le esperienze individuali e di gruppo vantate nella loro biografia (Modena City Ramblers,Yuri Camisasca, Giulio Capiozzo, Dario Deidda, Kunsertu, James Taylor, Quartet Mike Stern Band) Sono Marco Maria Pennisi – Batteria, Ezio Epaminonda – Basso, Giovanni Giuffrida – Chitarre. La definizione del loro genere che potete trovare sulla biografia del loro sito appare azzeccata: spaziano infatti dal jazz al funky, dalla fusion al flamenco, dall'etnico al progressivo. Come si può notare già dalla scheda tecnica, il gruppo si propone come strumentale, risultando a mio avviso una band da “sottofondo”. Le influenze sono però tante. Pur non essendo un appassionato del genere progressive, ho riscontrato al primo ascolto affinità con brani della PFM e Genesis, con brani medio lunghi e strutturalmente complicati, lontani quindi dalla forma canzone che sono solito ascoltare. Non mancano tuttavia chitarre distorte, che a tratti mi ricordano i virtuosismi di Joe Satriani e Steve Vai nel G3 Live in Concert. C'è posto anche per intervalli funkeggianti per poi ritornare in abilità che coinvolgono tutti e tre gli strumenti, creando spesso interessanti intrecci di ritmiche e sonorità.
Leggendo poi la biografia si scopre che gli Esedra nell'estate 2009 sono stati impegnati nell'Eterogenea Tour in giro per la Sicilia, mentre a febbraio 2010 si sono esibiti in Egitto per il Consolato Generale d’Italia in Egitto presso il prestigioso Centro de Portugal Club di Alessandria d’Egitto ed il Makan Egyptian Center for Culture & Art del Cairo. Il 2010 li ha visti impegnati nell'Eterogenea e nell'Architettura Orchestrale in decine di piazze e club siciliani. Nel febbraio 2010 pubblicano il disco “Ultimo gradino”, album prodotto e distribuito dalla etichetta milanese MAP (Musicisti Associati Produzioni).
Sul loro sito internet si trovano alcuni video di un loro interessante progetto, che mi ha subito richiamato alla mente il termine “Multiartistico”.Gli Esedra sono un gruppo strumentale e per rendere interessante lo spettacolo musicale si avvalgono della partecipazione, nelle loro esibizioni, di artisti quali pittori, giocolieri, ballerini che coronano e rendono così completo lo spettacolo dove la musica, certamente non facile all'ascolto del pubblico non di settore, viene esaltata da esibizioni artistiche visive che catturano l'attenzione dell'ascoltatore. Lo spettacolo, nato nel 2011 viene chiamato “Le Macchine di Leonardo”, in omaggio al genio Leonardo Da Vinci, con una scenografia costruita con meccanismi dell'inventore e completato dalle performance degli artisti che rifiniscono la musica funky-fusion-jazz degli ESEDRA.
Il 2012 inizia per gli Esedra con gran successo, in occasione della vincita del prestigioso European Jazz Contest di Capurso con giuria presieduta da Filippo Bianchi, critico musicale e presidente onorario Europe Jazz Network.
Sicuramente un gruppo che merita attenzione verso l'impegno dimostrato per costruire uno spettacolo sicuramente “macchinoso” e tutt'altro che semplice, che coinvolge diverse discipline e che permette di avvicinare l'ascoltatore e lo spettatore a più discipline contemporaneamente.

02 feb 2013

52molesweekproject: 3/52 - Saldi


13 gen '13
Vedo sguardi assenti, facce spente in continua attesa mentre mosche percorrono le corsie alla ricerca del fiore più bello. Ma non si accorgono che in verità di fiori non ce ne sono, sono solo rami secchi figli di un consumismo che oramai ci appartiene...eccome.